Il calice della vita by Glenn Cooper

Il calice della vita by Glenn Cooper

autore:Glenn Cooper [Cooper, Glenn]
La lingua: ita
Format: azw3, epub
Tags: ebook, TNTVillage
editore: Casa Editrice Nord
pubblicato: 2013-10-23T22:00:00+00:00


17

Inghilterra, 1471

Thomas Malory era anziano e in cattiva salute. Gli anni di freddo e d’umidità avevano lasciato il segno. Al risveglio, aveva le ginocchia e le anche rigide come tavole di legno, e alzarsi dal letto per usare il vaso da notte era un’operazione lenta e dolorosa. Finché la rigidità mattutina non diminuiva e le articolazioni non ritrovavano un’elasticità accettabile, pure un gesto semplice come afferrare una tazza era faticoso.

Vent’anni dentro e fuori del carcere! Vent’anni di gioie, quando gli avevano concesso la libertà su cauzione, e di delusioni, quando l’avevano arrestato di nuovo con altre, improbabili accuse.

Marshalsea, Colchester Gaol, la Torre di Londra, Ludgate, Newgate: aveva scontato la pena nei peggiori inferni del regno, sognando per tutto il tempo le comodità di Newbold Revel.

Che fine aveva fatto la giustizia? Un cavaliere gettato in un mare d’iniquità come un relitto senza valore, sulla base di false accuse. Furto? Stupro? Un uomo che aveva servito il proprio sovrano sul campo di battaglia, che era sempre stato un modello di virtù, che era discendente di Artù, re dei britanni... Ebbene, l’idea che un uomo simile avesse commesso quegli atti ignobili era incredibile. Tuttavia le imputazioni, rilanciate da nemici potenti, erano state sufficienti a tenerlo in prigione, mentre quasi tutti gli uomini della sua età e del suo ceto passavano il tempo accanto al fuoco, coi cani da caccia che sonnecchiavano ai loro piedi.

Nei primi dieci anni di prigionia, se non altro aveva continuato a sperare nell’intervento di re Enrico. Il sovrano, però, aveva altro cui pensare. La volontà di porre fine all’interminabile guerra con la Francia aveva provocato malumori tra la nobiltà e aveva reso il già potente duca di York un rivale formidabile. Quando il re era scivolato in una profonda malinconia a causa del tradimento della sua graziosa moglie francese, York si era mosso con abilità e aveva sottratto le redini del potere al casato dei Lancaster. Anche se alla fine Enrico fosse rinsavito, vent’anni di scontri fra i Lancaster e gli York avevano seminato il caos nel Paese, mettendo in secondo piano le ingiustizie subite da un povero cavaliere di provincia.

Nel frattempo, Malory aveva fatto la spola tra vari tribunali e diverse prigioni: alcune squallide, altre – come Marshalsea – vagamente ospitali. A volte erano passati mesi, a volte un anno o più, prima che Buckingham si facesse vivo. La sua offerta era sempre la stessa: «Ditemi dove posso trovare la spada e verrete rilasciato».

John Aleyn e altri collaboratori fidati erano riusciti a raccogliere informazioni sugli intrallazzi del conte. Si parlava di una rete di alchimisti – i Qem – sparpagliati per l’Europa e per l’Asia. C’era un altro inglese, Ripley, che secondo le voci era sfuggente e ambiguo quanto Buckingham. Si mormorava che quei due fossero legati da un patto di fedeltà agli altri membri del gruppo: la loro missione era recuperare il Santo Graal, non per la gloria di Dio, bensì per scopi vili e diabolici.

Di conseguenza, quando Buckingham entrava nella sua cella per fare la solita proposta, Malory rispondeva: «Mio signore, non avrete la spada e non avrete il Graal.



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